Cap & Trade
26 Dicembre 2009Parole sagge
13 Ottobre 2009“Se vuoi verificare la qualità di un’ostrica senza rischiare di avvelenarti, cerca un gatto e fagliela assaggiare.
Se il gatto la mangia, era buona.
Se vuoi verificare la qualità di una lama di un rotore, senza alcun pericolo di osservazione, cerca un vento limite.
Se la pala si rompe al di sopra del valore limite del carico di sicurezza, solo allora saprai che era di buona qualità.”
Una persona anziana con una lunga barba, probabilmente un emerito Professore.

La scusa dell’estetica
7 Ottobre 2009Gli italiani sono ossessionati dall’apparenza. Ogni anno vengono spesi milioni di euro per interventi plastici, cosmetici e beveroni proteici. Siamo vittima di un’ossessione collettiva alla ricerca della perfezione, che genera ogni giorno veline, riviste, creme miracolose e senza dubbio fa arricchire gli analisti.
Perchè mai dovrei discutere di estetica su un blog che parla di eolico?
Ad essere sincero lo faccio perchè sempre più spesso leggo di comitati che parlano di “tragedia che si sta abbattendo sulle bellezze naturali italiane”, preoccupati per “gli effetti devastanti causati in Italia al paesaggio naturale e storico, all’ambiente naturale e alla fauna dall’attuale proliferazione degli impianti industriali per la produzione di energia dal vento.”
Bah.
Apparentemente le pale eoliche sono brutte. Forse però sono l’unico a non trovare una sola cosa esteticamente piacevole in un impianto di produzione d’energia convenzionale. Lo ammetto potrei essere influenzato dall’onnipresente aroma degli inquinanti, o dal pulviscolo che punge agli occhi, ma davvero non ci riesco. Io non riesco a trovare alcuna logica all’argomentazione che finquando ad alcune persone nel nostro paese non piacerà la vista delle turbine eoliche, dovremmo continuare ad avvelenarci costruendo altri impianti convenzionali.
Ma dico io, facciamo un confronto:


Sentitevi liberi di chiamarmi pazzo nel preferire le pale eoliche.
Siamo così spaventati dal cambiamento? Siamo così ottusi e non riusciamo a guardare al di là del nostro naso? Veramente parliamo di effetti devastanti, scegliendo di preservare il panorama dalla nostra veranda più di assicurare ai nostri nipoti che quel panorama resti lì?
Sembra che voglia fare l’ambientalista estremo, ma è una banale realtà il fatto che l’inquinamento sia nocivo al pianeta ed al nostro paese. Tutti condividiamo il desiderio di proteggere ciò che ci è più caro. Le decisioni che incideranno dul futuro dei nostri campi, dei fiumi, delle montagne , della natura del nostro paese non possono essere basate sull’idea che qualcuno ha della bellezza.
A tutti gli oppositori del vento voglio dire: Non reputi ancora bella una turbina eolica… ma ti posso assicurare che quando starai seduto nella tua veranda, fissando i tuoi nipotini che giocano in un prato, e sentirai le loro risate riecheggiare in un’aria pulita.. solo allora ti renderai conto della bellezza dell’energia eolica.
Turbina eolica distrutta, come è successo?
25 Settembre 2009Poco più di un anno fa è stato pubblicato questo video che ha fatto un po’ il giro del mondo. Si tratta di una turbina Nordtank (azienda poi acquisita dalla Vestas) che è stata distrutta dal vento. Ma come è successo?
Così come descrive la rivista danese di ingegneria Ingeniøren (l’ingegnere), la turbina era una vecchia Nordtank N500/41 una turbina a controllo di stallo dal diametro del rotore di 41 metri e l’altezza della navicella di 43 metri.
Siccome le turbine a controllo di stallo hanno l’angolo di attacco delle pale fisso, il sistema di sicurezza si basa sull’angolare la punta delle pale in modo da fermare la turbina. A quanto pare il freno di punta era andato perso durante il funzionamento già da tempo prima dell’incidente, e quindi non c’era modo di poter fermare la turbina.
Fortunatamente l’autorità comunale era stata avvisata del problema e quindi l’area era stata messa in sicurezza. Una buona decisione a quanto pare, in quanto i frammenti sono arrivati a 400 metri di distanza (cosa che non vi sorprenderà vedendo il video).
Nel video potete vedere la turbina girare and un alto numero di giri ed a un certo punto qualcosa che si stacca dalle pale ed è scaraventato a terra (notate il suo impatto alla base della torre). Subito dopo tutte le pale si disintegrano i nulla. Lo squilibrio eccessivo creatosi al mancare della prima pala ha portato alla rottura anche della sezione imbullonata della torre.
Non c’è da sorprendersi per questo incidente, la forza centrifuga causata dall’altissimo numero di giri in mancanza del sistema frenante è fuori qualunque controllo.
Trovate qui l’articolo in danese con i dettagli e le foto dell’accaduto.
Utilizzo alternativo del pitch control
23 Settembre 2009Signor W.
15 Settembre 2009Posizionamento Posizionamento Posizionamento…
10 Settembre 2009
L’Energy Savings Trust stima che nel Regno Unito già il solo microeolico domestico (450,000 turbine di potenza inferiore ai 6 kW) possa generare energia a sufficienza per 825,000 abitazioni.
Conclusioni raggiunte in seguito ad uno studio di valutazione durato un anno basato su 57 installazioni esistenti sia su abitazione che su palo indipendente, estremamente incoraggianti per la giovane industria delle minipale.
E’ specificato fin dall’inizio che il posizionamento delle turbine è cruciale nel raggiungimento di questi obiettivi, a tal punto che la pubblicazione porta il titolo “location, location, location”. Non è sufficiente installare quindi tante turbine, bisogna farlo con criterio.
Da una parte infatti una turbina da 6 kW installata sull’isola di Orkney (Scozia) su di una torre ad una certa distanza dall’abitazione ha generato circa 22,000 kWh in un anno, dall’altra una turbina da 1 kW montata su di un tetto a Dagenhan (Essex) non ne ha generato nemmeno uno. Le turbine installate nel posto giusto con una propria torre possono essere un buon investimento, altre invece in aree più urbane o magari su di un’abitazione possono portare delle perdite.
Indipendentemente dalla tipologia di turbina, così come ho già scritto nei precedenti post, una ventosità sufficiente è il fattore che più condiziona la produzione annua. Questo studio ribadisce e conferma la necessità di almeno una velocità media annua di circa 5 m/s (18 km/h).
Questa regola di base esclude la maggior parte di aree urbane dalla possibilità di utilizzo di minipale ma lascia ampio spazio alle campagne, con particolare riferimento alle aree rurali della Scozia (ndr. Nel nostro belpaese diremmo Appennino meridionale, Sicilia occidentale e Sardegna).
“Il microeolico su scala domestica non è l’unica soluzione alle nostre esigenze energetiche, ma è parte del mix di misure” dice Edward Hyams, chairman dell’Energy Saving Trust.
Il mini eolico è adatto alle tue esigenze?
5 Luglio 2009Probabilmente la ricerca di una fonte di energia sostenibile nell’attuale scenario economico può averti fatto interessare al mercato delle mini pale eoliche. Progetti di potenza inferiore a 200 kW possono essere una buona idea per aziende, privati, opifici, scuole e comuni nel momento in cui ci sono le giuste condizioni.
Il minieolico non è infatti fattibile in tutte le situazioni. Prima di pensare ulteriormente al tuo progetto, ti consiglio di fare le seguenti valutazioni.
Il minieolico è una soluzione adatta alle tue esigenze se:
Hai abbastanza vento
No vento, no party! Una velocità media inferiore ai 5 m/s è l’attuale limite che decide la fattibilità economica di un progetto di questa taglia.
Hai abbastanza spazio per il progetto
Per dare un’idea, mezzo ettaro in aperta campagna già ti dovrebbe consentire di realizzare qualcosa. Potrebbe funzionare anche in un ambiente più urbanizzato, ma comunque il flusso del vento deve essere indisturbato. Le turbine eoliche funziano meglio in venti poco turbolenti.
Non sussistono vincoli urbanistici o ambientali sul terreno
Informatevi bene presso il vostro comune per i vincoli (un certificato di destinazione urbanistica potrebbe bastare) e presso la vostra regione riguardo i limiti di taglia, le zone interdette ed i regolamenti. Ogni regione ha un specifico ufficio preposto all’energia che può aiutarvi, anche se a volte non se ne fregano tanto di questi piccoli progetti..
Hai un’idea realistica dei tuoi consumi e/o di cosa ti aspetti dal progetto
Le piccole turbine possono aiutarti a pagare fino al 100% della tua bolletta ed anche a guadagnare qualcosa a seconda della risorsa disponibile e dalla quota a cui la turbina è installata. I parametri di scelta sono l’area spazzata e la potenza nominale.
Hai confidenza con gli investimenti a medio/lungo termine
Nonostante gli incentivi ( tariffa onnicomprensiva ) rendino molto competitivi questi progetti, bisogna dire che i tempi di ritorno non sono brevissimi. Come tutti gli investimenti sicuri, il rischio basso è compensato da un tempo di ritorno più lungo. Per farci un’idea siamo nell’ordine di 5-8 anni di payback.
Errori comuni nello sviluppo di un progetto minieolico
29 Giugno 2009Buona parte dei progetti di minieolico risultano andare fuori i parametri finanziari attesi a causa di semplici errori, tra l’altro comuni e principalmente riconducibili alla fase iniziale.
Il mini eolico è la mia passione e a partire da questo post cercherò di affrontare la tematica e le tecnologie.
Sempre più spesso infatti mi chiedono come ci si può tutelare e quali sono i passi da effettuare per assicurarsi il successo del proprio progetto in termini di performance e prospettiva finanziaria.
Bisogna dire che le piccole turbine, specialmente se di potenza inferiore a 60 kW, possono essere installate velocemente con una semplice DIA. Spesso sono a servizio di piccole attività ed aziende agricole ed a differenza dei progetti multi millionari di larga scala seguono un iter significativamente meno rigoroso in termini di valutazione e misura della risorsa (campagna anemometrica), posizionamento e valutazione finanziaria.
Il risultato generalmente riflette la mancanza di preparazione, e le turbine producono meno di quanto pubblicizzato.
Non posso che non rispondere elencando una serie di regole base per migliorare l’attendibilità delle stime che si effettuano per un progetto minieolico:
- Assicurarsi che le stime di produzione siano basate sulle condizioni del vento locale e su curve di potenza testate indipendentemente o certificate.
- Assicurarsi che le velocità del vento utilizzate nei calcoli siano state verificate tramite misure sul sito
- La posizione deve essere scelta in modo da ricevere un vento “pulito”, con le turbolenze causate da ostacoli o dalla vegetazione ridotte al minimo.
- Assicurarsi che la turbina sia di buona qualità e sia adatta al vostro sito.
- Assicurarsi che la turbina sia certificata e se no richiedetene i risultati dei test.

Nell’immagine possiamo notare come sia ostruito l’orizzonte di questa turbina minieolica da 50 kW installata a servizio di un edificio a Burlington nel Vermount (USA). Gli alberi e le stesse costruzioni rendono il vento turbolento e ne riducono la produzione.
