Come una minaccia diventa opportunita’
Ho preso conoscenza in questo momento del progetto di parco eolico offshore di fronte alla costa di Gela. I documenti di VIA sono visibili presso il sito del Ministero dell’Ambiente a questo link.
I primi articoli di giornale fanno prospettare un iter turbolento:
” Sul sito del ministero dell’Ambiente, è online dall’11 febbraio la richiesta di pronuncia di compatibilità ambientale presentata dalla società Mediterranean Wind Offshore per la realizzazione di un parco eolico offshore da 136,8 MW al largo di Gela (CL), progetto sul quale il comune aveva già espresso (ottobre 2006) un parere (consultivo) negativo …“
Non ho trovato informazioni sulla società che ha presentato questo progetto, la Mediterranean Wind Offshore S.r.l. e la tematica come avete potuto ben capire leggendo i miei post mi è particolarmente a cuore.
Vista l’esperienza di Termoli, consiglio pubblicamente ai cittadini di Gela di creare un gruppo di supporto al progetto ed alla Mediterranean Wind Offshore di aprirsi e disporre misure di partecipazione locale.
In queste cose i Danesi ci hanno insegnato che la partecipazione porta sempre dei vantaggi. Loro stessi hanno identificato 9 motivi per cui un progetto del genere debba essere partecipato.
Leggere la storia del parco eolico di Middelgrunden può aiutare a capire cosa può diventare un tale progetto, e che potere hanno le comunità locali edi meccanismi di partecipazione.
La maggioranza dei cittadini italiani è favorevole all’eolico, ma è silenziosa. Se per mandare all’aria un progetto del genere basta un solo intrapendente oppositore, cosa riesce a fare una maggioranza attiva?
Francesco Paraggio

16 Marzo 2008 alle 14:13
E’ proprio questo il punto, caro Francesco, che a Gela quasi nessuno sapeva di questo parco eolico!
E allora come si può pensare ad un’azione popolare per porsi come interlocutori verso la ditta appaltatrice.
E’ di notevole rilevanza il percorso che ha accompagnato la costruzione del parco eolico a Middelgrunden, ma, come ho già detto, c’è stata una notevole partecipazione della gente. La cosa è stata ben diversa a Gela: qui nessuno sapeva! E chi sapeva ha taciuto per ben due anni! Quando la notizia è saltata fuori (grazie al blog “Gelacontro”) i tempi erano già troppo ristretti per un’azione popolare. Urgeva intanto opporsi alla costruzione, e, soprattutto, informare l’opinione pubblica dell’opera.
Precisiamo, noi non siamo contro l’eolico o le altre forme di energia pulita, ma pretendiamo che anche le politiche siano pulite! E che, in ogni caso e sempre, i cittadini debbano essere opportunamente informati di ciò che succede! E invece abbiamo assistito al sopimento delle coscenze (se in maniera dolosa non lo so) da parte di chi sapeva e, ripeto, poche, pochissiime (quasi nulle) notizie trapelate al riguardo.
Da adesso, magari, si può pensare ad una strategia come quella suggerita da te e attuata a Middelgrunden.
17 Marzo 2008 alle 09:56
Caro Gianni,
Benvenuto su questo mio spazio. Quando ho saputo di questo parco eolico già in VIA un po’ mi sono incazzato, qui in Italia purtroppo la strategia è di far sapere il meno possibile. Lo si fa perchè così funziona, per non essere meno furbi degli altri.
Non tutto però è perduto.
La mia idea è che ancora possibile avviare un dialogo che miri alla partecipazione locale.
Di questo tipo di forme partecipative ne parlo da tempo e ne ho studiato approfonditamente la possibile applicazione nel contesto italiano.
Il consiglio che vi posso dare è che è inutile chiedere cosa sia successo dal 2006 ad oggi, se volete provarci dovete mettere dei paletti partecipativi:
“E’ successo quel che è successo, semplicemente se qualcuno vuole utilizzare il nostro territorio lo dobbiamo fare insieme. Veniteci a presentare il progetto di persona e se siete convincenti un certo numero di pale se le comprano i cittadini con azioni da 500euro l’una….”
Criticare ed opporsi a priori è sbagliato, sarete sempre additati come quelli del “No sempre e comunque”.
Potrei tranquillamente dirti che la maggiorparte delle opposizioni che si fanno a questi progetti sono totalmente inconsistenti, ma capisco che sono solo la reazione popolare ad un profitto privato su di un bene comune. Alla gente non sta bene che qualcuno faccia i soldi col vento che passa anche dalla propria casa, questo è il punto.
Non accetto però critiche del tipo “rovinano il paesaggio” in un paese poi scempiato dall’abusivismo e tant’altro. Le pale se permetti a confronto sono design moderno, opere d’arte.
Se così fate, semmai arriverete al punto di comprarle, vi assicuro sarete ormai diventati i massimi esperti nazionali di eolico offshore e saprete dire per davvero se opportuno realizzare quel parco in quel posto, con quel layout, con quel tipo di opere e con quelle tecnologie. In tal caso ogni piccola opposizione sarà consapevole ed efficace.
Certo di cittadini ce ne vogliono tanti, ma come hanno fatto a Copenhagen, le sottoscrizioni sono state aperte per un certo periodo solo ai cittadini locali, poi a tutti i Danesi. Io non mi scoraggerei affatto e ti metto la firma che sottoscrivo la prima azione disponibile per i cittadini non locali.
Ti saluto con la speranza di veder nascere a Gela qualcosa di nuovo.
Sono a tua completa disposizione.
Francesco
17 Marzo 2008 alle 12:51
Sono d’accordo solo in parte, caroFrancesco. Vero è che la partecipazione cittadina renderebbe lo cose più… “nostre” ma, perdonami se te lo dico, non tollero che si dica che tanto Gela è rovinata dall’abusivismo edilizio e dal petrolchimico e che le pale girevoli sarebbero opere d’arte. QUESTO NON LO PERMETTO!
E’ come dire ad un uomo malato di cancro: ormai hai un male incurabile… che te frega, fai sesso senza protezione!
Si sta sviluppando un progetto turistico lungo le coste, e l’impatto ambientale con l’eolico non sarebbe proprio ciò che i turisti vorrebbero vedere. Anzi.
E’ interessante la tua proposta di promuovere una forma partecipativa e azionistica, ma per favore, non cadere nella trappola di pensare che ormai Gela è uno scempio dal punto di vista paesaggistico… cosa possono fare 40 o 140 pale che girano!!!
Per il resto, vorrei proporre sul mio blog la tua proposta (quella seria però…), e sto pensando al modo migliore di proporla. Che mi consigli?
17 Marzo 2008 alle 13:40
Caro Gianni,
mi dispiace che tu abbia interpretato le mie parole in questo modo. Non volevo assolutamente asserire che siccome Gela è rovinata dall’abusivismo edilizio e dal petrolchimico non badiamo a quello che pianifichiamo e continuiamo a stuprare il suo territorio.
Sono innamorato della tua terra e soffro per queste problematiche.
Il territorio va riportato alla rua originaria bellezza mitigando gli effetti che hanno procurato nel passato uomini sciagurati. Io sono di Eboli, il nostro sindaco ricorse all’esercito per abbattere le villette abusive sul mare.
Chiedo scusa per le mie parole che forse sono state troppo forti, ma non ti nascondo però che io sono per l’eolico anche nei parchi naturali, davvero credo che sia bello, e sono convinto che non intacchi affatto la vocazione turistica di un luogo. Ho iniziato ad affrontare le tematica del paesaggio e del turismo nella sezione “Miti da Sfatare” perchè davvero credo che siano centrali per lo sviluppo del nostro paese.
Per quanto riguarda il come iniziare, io ti consiglierei di lanciare una prima pietra, ma con decisione d’azione.
<p>Sul post potresti parlare del parco eolico di Middelgrunden, ed immediatamente iniziare a raccogliere le sottoscrizioni per una visita guidata alla cooperativa Danese. In questo modo la gente sarà in grado di valutare se le turbine a mare sono belle o brutte ed avrà modo di capire meglio come funziona la cosa. Al ritorno il passaparola farà si che le decisioni siano davvero popolari. Non conosco la situazione locale ma si potrebbe pensare di invitare pubblicamente fin dall’inizio anche le amministrazioni locali coinvole.
Ho visto che già avete un’associazione, si potrebbe partire da lì.
Organizzando un viaggio di apporfondimento conterete le persone interessate ad un ruolo attivo nell’organizzazione di qualcosa.
A tuo supporto potrei tradurre qualcos’altro e pubblicarlo sul blog, intervenire nel dibattito, non so, supportarti tecnicamente. Sono a tua disposizione.
Sono estremamente felice del fatto che il mio sasso sia stato raccolto e ti auguro,
come fanno i naviganti,
Buon Vento
Francesco
18 Marzo 2008 alle 00:51
Sono contento che ci siamo chiariti.
Riguardo alla tua idea di una visita guidata non credo sia realmente fattibile, la realtà locale e comunque “l’interesse” per la cosa non lo permette.
Piuttosto sono propenso per un’azione divulgativa e conoscitiva della realtà di Middelgrunden, inserendo (quando mi sarò documentato abbastanza) un post con l’esperienza di quella cittadina.
Sarei felice se tu potessi dirmi di più al riguardo, con qualche dettaglio.
Ah, esistono dei video che ritraggono gli aerogeneratori in attività?
Grazie comunque.
Buon vento
Gianni
18 Marzo 2008 alle 15:29
Io comunque Non escluderei la possibilità di proporre la cosa nell’articolo, anche come provocazione, lasciando disponibile l’associazione ad organizzare un viaggio approfondimento. Anche per questo ha già la mia sottoscrizione
Comunque per trovare maggiori informazioni, oltre a quelle che trovi in questo blog, puoi partire dal sito della cooperativa, oppure ad quello tecnico di gestione del parco, oppure può essere interessante dare un’occhiata al progetto WELFI, che raccoglie i diversi casi meritevoli di gestione partecipata di parchi eolici in Europa. Ne ho tradotto diversi casi studio, e spero di pubblicare qualcos’altro prossimamente, perchè ho svolto una consulenza proprio nel settore dell’eolico partecipato, ma non offshore.
Per quanto riguarda poi i video ne trovi qualcuno sul sito della cooperativa. Ho in cantiere il lavoro di sottotitolatura di quello di 4 minuti e mezzo ed dei documentari “Wind over Water” e “The Middelgrunden offshore WindFarm“. Ma siccome questa è una mia attività che svolgo per piacere nei ritagli di tempo, non posso assicurarti tempi brevissimi. Francesco
21 Marzo 2008 alle 17:39
Dimenticavo, c’è un documentario in italiano sulla tematica realizzato dalla National Geographic. “Il potere del vento” della serie “Costruire senza Frontiere”. E’ facilmente reperibile in P2P, se hai difficoltà a trovarlo scrivimi in privato.
Francesco
19 Luglio 2008 alle 00:43
l’unica risorsa che il comune di butera ha in più di altri paesini è certamente il mare.Per produrre energia Butera può offrire il proprio territorio per l’eolico terrestre, senza così devastare la costa oggetto di sviluppo turistico.
Ricordo che oggi il progetto riguarda solamente le coste antistanti Butera. La partecipazione popolare è stata nulla, volutamente decisa da chi di dovere, l’iter amministrativo ed autorizzativo per nulla trasparente.Perchè le autorità competenti non verificano il tutto?
A disposizione per tutti gli approfondimenti necessari.
nuvola 97
8 Aprile 2009 alle 02:25
sono un cittadino di licata. il parco eolico verrà costruito di fronte alla mia città precisamente a cavallo dei comuni di licata gela e butera.la differenza principale tra i progetti che si sono intrapresi nel nord europa e questo sono sostanzialmente due:primo le coste del mar del nord nn sono notoriamente dei posti dove la gente va a fare il bagno. secondo anche li hanno la decenza di progettarli e realizzarli a 30/40 km dalla costa. il progetto di enel/moncada prevede l’impianto a 3 miglia nautiche dalla costa.ditemi vi se nn è una porcata!nn passerà.
13 Aprile 2009 alle 11:42
Danilo, Nuvola, benvenuti su questo blog!
cerco di rispondere ad entrambi:
Le autorità competenti spesso non sono per nulla trasparenti e la partecipazine popolare in qualunque caso non è determinante. Attenzione queste cose devono essere discusse con leggi alla mano.
Gli impianti a fonte rinnovabile, come è giusto che sia, sono impianti di pubblica utilità e quindi indifferibili ed urgenti, così come recita il decreto 387.
Si devono fare, non c’è discorso che regga. L’intera comunità internazionale ormai, America compresa, ha deciso di percorrere questa strada. Vi piaccia o meno. Ora sta a voi decidere se cercare di opporsi ad un fiume in piena o salire in barca.
Più che additare chi avvia questi interminabili iter senza dare alcuna alternativa io proporrei di velocizzarli in cambio di una partecipazione (economica) della gente. Lo dico a voi ma anche ai vostri amministratori.
Due settimane fa ero in Olanda per lavoro, durante il week end ho fatto il turista e sono stato ad Hoorn, un paesino sul mare a nord di Amsterdam, sulla cui spiaggia vi sono delle turbine eoliche.
Penso sia un compromesso accettabile avendo io pernottato in un hotel che utilizzava energia elettrica, mi permetteva di asciugarmi i capelli con un phon, ricaricare il mio telefonino, utiizzare il mio portatile, collegarmi ad internet, telefonare a casa e non volendo io rinunciare a tutto ciò.
2 Settembre 2009 alle 02:51
admin ma vai a cacare nn venirmi a dire che cento pale eoliche alte 100 metri a tre miglia dalla costa sia un compromesso accettabile impiantatelo tu e chi ti paga al centro delle natiche
22 Dicembre 2009 alle 16:00
Ciao Admin
Sono uno studente di ingegneria dell’Università di Padova e sto svolgendo una tesi sugli impianti eolici offshore. Mi trovi pienamente d’accordo sulla condivisione economica delle iniziative sulle centrali a fonte rinnovabili e trovo queste tecnologie assolutamente indifferibili. Vorrei ricordare a tutti i contrari a queste installazioni che l’energia elettrica che tutti usiamo, se non viene prodotta dagli “obrobri” che sono gli aerogeneratori, verrà prodotta da centrali a olio combustibile e carbone le quali hanno un effetto negativo sull’ambiente più di quello di un minimo impatto visivo. Le coste italiane non permettono di installare le turbine a “30-40 km” dalla costa a causa della profondità. Vorrei solo sapere se chi afferma che a 3 miglia dalla costa le torri sono visibilmente impattanti ha mai visionato delle foto simulazioni a riguardo.
Se riuscissi a fornire in questo forum notizie relative a nuove proposte di installazioni offshore in Italia ti sarei veramente grato.
3 Gennaio 2010 alle 20:40
Ciao franc.eolico
Benvenuto su Ventofavorevole!
Se già hai un’idea su cosa pubblicare puoi scrivermi all’indirizzo che trovi nella sezione perchè questo blog. Sono aperto ad ogni forma di collaborazione.
Francesco
3 Gennaio 2010 alle 20:42
Danilo,
apprezzo molto i tuoi toni. Comunque su questo blog nessuno mi paga, lo faccio per passione.
Francesco