Archivio di Settembre 2009

Turbina eolica distrutta, come è successo?

Venerdì 25 Settembre 2009

Poco più di un anno fa è stato pubblicato questo video che ha fatto un po’ il giro del mondo. Si tratta di una turbina Nordtank (azienda poi acquisita dalla Vestas) che è stata distrutta dal vento. Ma come è successo?

Così come descrive la rivista danese di ingegneria Ingeniøren (l’ingegnere), la turbina era una vecchia Nordtank N500/41 una turbina a controllo di stallo dal diametro del rotore di 41 metri e l’altezza della navicella di 43 metri.

Siccome le turbine a controllo di stallo hanno l’angolo di attacco delle pale fisso, il sistema di sicurezza si basa sull’angolare la punta delle pale in modo da fermare la turbina. A quanto pare il freno di punta era andato perso durante il funzionamento  già da tempo prima dell’incidente, e quindi non c’era modo di poter fermare la turbina.

Fortunatamente l’autorità comunale era stata avvisata del problema e quindi l’area era stata messa in sicurezza. Una buona decisione a quanto pare, in quanto i frammenti sono arrivati a 400 metri di distanza (cosa che non vi sorprenderà vedendo il video).

Nel video potete vedere la turbina girare and un alto numero di giri ed a un certo punto qualcosa che si stacca dalle pale ed è scaraventato a terra (notate il suo impatto alla base della torre). Subito dopo tutte le pale si disintegrano i nulla. Lo squilibrio eccessivo creatosi al mancare della prima pala ha portato alla rottura anche della sezione imbullonata della torre.

Non c’è da sorprendersi per questo incidente, la forza centrifuga causata dall’altissimo numero di giri  in mancanza del sistema frenante è fuori qualunque controllo.

Trovate qui l’articolo in danese con i dettagli e le foto dell’accaduto.

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Utilizzo alternativo del pitch control

Mercoledì 23 Settembre 2009

A quanto pare regolare l’angolo di attacco della pala è sempre utile!!

Dedicato a tutti quelli che fanno le guerre contro i mulini a vento.

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Signor W.

Martedì 15 Settembre 2009

A tutti gli amici, vi ho sottotitolato in italiano questo stupendo video. Buona visione

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Posizionamento Posizionamento Posizionamento…

Giovedì 10 Settembre 2009

Location Location Location, Domestic small-scale wind field trial reportL’Energy Savings Trust stima che nel Regno Unito già il solo microeolico domestico (450,000 turbine di potenza inferiore ai 6 kW) possa generare energia a sufficienza per 825,000 abitazioni.

Conclusioni raggiunte in seguito ad uno studio di valutazione durato un anno basato su 57 installazioni esistenti sia su abitazione che su palo indipendente, estremamente incoraggianti per la giovane industria delle minipale.

E’ specificato fin dall’inizio che il posizionamento delle turbine è cruciale nel raggiungimento di questi obiettivi, a tal punto che la pubblicazione porta il titolo “location, location, location”. Non è sufficiente installare quindi tante turbine, bisogna farlo con criterio.

Da una parte infatti una turbina da 6 kW installata sull’isola di Orkney (Scozia) su di una torre ad una certa distanza dall’abitazione ha generato circa 22,000 kWh in un anno, dall’altra una turbina da 1 kW montata su di un tetto a Dagenhan (Essex) non ne ha generato nemmeno uno. Le turbine installate nel posto giusto con una propria torre possono essere un buon investimento, altre invece in aree più urbane o magari su di un’abitazione possono portare delle perdite.

Indipendentemente dalla tipologia di turbina, così come ho già scritto nei precedenti post, una ventosità sufficiente è il fattore che più condiziona la produzione annua. Questo studio ribadisce e conferma la necessità di almeno una velocità media annua di circa 5 m/s (18 km/h).

Questa regola di base esclude la maggior parte di aree urbane  dalla possibilità di utilizzo di minipale ma lascia ampio spazio alle campagne, con particolare riferimento alle aree rurali della Scozia (ndr. Nel nostro belpaese diremmo Appennino meridionale, Sicilia occidentale e Sardegna).

“Il microeolico su scala domestica non è l’unica soluzione alle nostre esigenze energetiche, ma è parte del mix di misure” dice Edward Hyams, chairman dell’Energy Saving Trust.

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