Turbina eolica distrutta, come è successo?

Poco più di un anno fa è stato pubblicato questo video che ha fatto un po’ il giro del mondo. Si tratta di una turbina Nordtank (azienda poi acquisita dalla Vestas) che è stata distrutta dal vento. Ma come è successo?

Così come descrive la rivista danese di ingegneria Ingeniøren (l’ingegnere), la turbina era una vecchia Nordtank N500/41 una turbina a controllo di stallo dal diametro del rotore di 41 metri e l’altezza della navicella di 43 metri.

Siccome le turbine a controllo di stallo hanno l’angolo di attacco delle pale fisso, il sistema di sicurezza si basa sull’angolare la punta delle pale in modo da fermare la turbina. A quanto pare il freno di punta era andato perso durante il funzionamento  già da tempo prima dell’incidente, e quindi non c’era modo di poter fermare la turbina.

Fortunatamente l’autorità comunale era stata avvisata del problema e quindi l’area era stata messa in sicurezza. Una buona decisione a quanto pare, in quanto i frammenti sono arrivati a 400 metri di distanza (cosa che non vi sorprenderà vedendo il video).

Nel video potete vedere la turbina girare and un alto numero di giri ed a un certo punto qualcosa che si stacca dalle pale ed è scaraventato a terra (notate il suo impatto alla base della torre). Subito dopo tutte le pale si disintegrano i nulla. Lo squilibrio eccessivo creatosi al mancare della prima pala ha portato alla rottura anche della sezione imbullonata della torre.

Non c’è da sorprendersi per questo incidente, la forza centrifuga causata dall’altissimo numero di giri  in mancanza del sistema frenante è fuori qualunque controllo.

Trovate qui l’articolo in danese con i dettagli e le foto dell’accaduto.

Share This Post

1 Commento a “Turbina eolica distrutta, come è successo?”

  1. vprog.IT scrive:

    Philippe Starck: “idee al vento”, ovvero l’arte dei progetti inutili.

    Philippe Starck ha colpito ancora: è di questi giorni la presentazione sul mercato di 2 micro-turbine ad “uso famiglia”, disegnate per un’importante azienda Italiana. Sul tetto di casa il vento deve però soffiare ad almeno 14 m/s, cioè a 50,4 km all’ora; con questa velocità, elevatissima, sono in grado di fornire la più piccola 400 watt, la più grande 1000 watt. Costo 2500 e 3500 euro cadauna.

    Considerazione preliminare: qualsiasi oggetto che venga esposto ad un vento spaventoso a 50 km all’ora, qualsiasi forma esso abbia, anche disegnata da un bambino dell’asilo, è in grado di girare e produrre un po’ di corrente.

    Prima osservazione: il vento ai 50 km all’ora ha un potere raffreddante su tutto l’edificio, che è molto superiore in termini di bilancio energetico, rispetto all’eventuale incremento termico che possono fornire i 400 watt od i 1000 watt della turbina; direi, spostate la casa in zona meno ventosa che vi conviene, e lasciate perdere i ragionamenti sulle turbine.

    Seconda osservazione: nelle zone più ventose d’Italia (alcune piccolissime zone in Sardegna e Sicilia), la velocità media annua del vento, misurata a 25 mt di altezza (cioè in cima ad una palazzo di 7 piani), è tra i 6 ed i 7 m/s; misurata all’altezza del tetto di una casa singola di 2 piani (8 metri), siamo tra i 4 ed i 5 m/s, od anche meno. La velocità è quindi la metà della velocità richiesta per far funzionare le turbine di Starck.

    Tenendo conto di tutti i fattori di calcolo e di quanto suggerito dalla teoria di Betz, in quelle zone ben che vada ogni turbina produrrebbe quindi tra i 100 watt (quella piccola) ed i 250 watt (quella grande); buoni per accendere 3 o 4 candele elettriche alla Madonna che faccia cessare il fastidio del vento. Se poi le installate nel resto dell’Italia, con velocità tra i 3 ed i 4 m/s, quelle turbine girerebbero soltanto se andate tutti i giorni ad accendere candele vere alla Madonna, che ve le faccia girare lei le turbine.

    Per quanto riguarda le altre aree del mondo, valga la seguente osservazione: secondo voi quante sono le case sul cui tetto ci sia un vento costante di 50 km all’ora, che è già di suo in grado di far volar via le tegole? E poi, sapendo che in una certa zona soffia un vento costante di 50 km all’ora, ci andreste davvero a costruire una casa, ad abitarci? Se per caso già ci abitate, che le turbine girino o non girino, non vedreste l’ora di andarvene.

    E se per caso ci abitate e volete proprio installare a tutti i costi la turbina di Starck, siete sicuri di riuscire a convincere l’installatore a salire sul tetto, dove il vento soffia costantemente ad una velocità media di 50 km all’ora? A quel punto cosa fate, chiamate Philippe Starck che venga lui a installarvela?

    Conclusione: questa idea, come altre di Philppe Starck, non ha mercato e non ne avrà mai; e non lo avrebbe nemmeno se costasse 10 euro invece di 2500 euro: direi, nemmeno se le regalassero; se la può permettere chi vuole esibirla sul tetto della ville della Sardegna del lusso, e prendere gli eventuali finanziamenti; ma chi abita lì non ha bisogno di risparmiare. Serve a far parlare di Starck, di energia eolica, e basta. Tempo, soldi ed energia sprecati; già i grandi parchi eolici pare abbiano rendimenti che reggono grazie ai finanziamenti agevolati; figuriamoci le turbine “uso famiglia”.

    Vprog.IT 29/01/2010

Scrivi un commento