La scusa dell’estetica
Gli italiani sono ossessionati dall’apparenza. Ogni anno vengono spesi milioni di euro per interventi plastici, cosmetici e beveroni proteici. Siamo vittima di un’ossessione collettiva alla ricerca della perfezione, che genera ogni giorno veline, riviste, creme miracolose e senza dubbio fa arricchire gli analisti.
Perchè mai dovrei discutere di estetica su un blog che parla di eolico?
Ad essere sincero lo faccio perchè sempre più spesso leggo di comitati che parlano di “tragedia che si sta abbattendo sulle bellezze naturali italiane”, preoccupati per “gli effetti devastanti causati in Italia al paesaggio naturale e storico, all’ambiente naturale e alla fauna dall’attuale proliferazione degli impianti industriali per la produzione di energia dal vento.”
Bah.
Apparentemente le pale eoliche sono brutte. Forse però sono l’unico a non trovare una sola cosa esteticamente piacevole in un impianto di produzione d’energia convenzionale. Lo ammetto potrei essere influenzato dall’onnipresente aroma degli inquinanti, o dal pulviscolo che punge agli occhi, ma davvero non ci riesco. Io non riesco a trovare alcuna logica all’argomentazione che finquando ad alcune persone nel nostro paese non piacerà la vista delle turbine eoliche, dovremmo continuare ad avvelenarci costruendo altri impianti convenzionali.
Ma dico io, facciamo un confronto:


Sentitevi liberi di chiamarmi pazzo nel preferire le pale eoliche.
Siamo così spaventati dal cambiamento? Siamo così ottusi e non riusciamo a guardare al di là del nostro naso? Veramente parliamo di effetti devastanti, scegliendo di preservare il panorama dalla nostra veranda più di assicurare ai nostri nipoti che quel panorama resti lì?
Sembra che voglia fare l’ambientalista estremo, ma è una banale realtà il fatto che l’inquinamento sia nocivo al pianeta ed al nostro paese. Tutti condividiamo il desiderio di proteggere ciò che ci è più caro. Le decisioni che incideranno dul futuro dei nostri campi, dei fiumi, delle montagne , della natura del nostro paese non possono essere basate sull’idea che qualcuno ha della bellezza.
A tutti gli oppositori del vento voglio dire: Non reputi ancora bella una turbina eolica… ma ti posso assicurare che quando starai seduto nella tua veranda, fissando i tuoi nipotini che giocano in un prato, e sentirai le loro risate riecheggiare in un’aria pulita.. solo allora ti renderai conto della bellezza dell’energia eolica.

8 Novembre 2009 alle 17:10
Be per sostituire una sola delle decine di centrale termoelettrihe, da 1000 MW, presenti in italia (come quelle che si vede nella foto ad esempio) con una centrale eolica , a parità di energia prodotta, ci vogliono circa 1500 turbine eoliche con un diametro del rotore, per ogni turbina, di almeno 80 m. Il discorso diventa ancora più complesso se cominciamo a raginare con la potenza e non con l’energia dato che la potenza di una turbina eolica è una potenza ballerina che appunto varia a seconda del vento.Bisognerebbe poi tener conto anche del fatto che l’energia elettrica rappresenta solo un terzo dell’energia che una nazione consuma.Tutto questo per dire che ormai l’ambientalismo e diventato una specie di religione dove si chiacchira di tutto e dippiù senza tener conto dei numeri, con l’illusione che si possa risolvere il problema energetico facendo ricorso alle sole fonti rinnovabili.
18 Novembre 2009 alle 02:32
Caro Roberto,
Benvenuto sul mio blog. Ti scrivo perchè non capisco come fai i tuoi calcoli, corregimi se sbaglio:
Prendiamo ad esempio la centrale di Fiume Santo in Sardegna, una grande centrale da 1040 MW di potenza.
Una centrale del genere produce, funzionando per assurdo a pieno regime il 100% di un intero anno circa 9.110 GWh ( 8760 ore * 1040 MW).
Restando sempre in Sardegna, al largo delle sue coste meridionali l’atlante eolico italiano redatto dal CesiRicerca ora Enea (atlanteeolico.cesiricerca.it) riporta tra le 3500 e 4000 ore equivalenti alla quota di 100 metri sul livello del mare. Considerando che le turbine attualmente disponibili raggiungono tranquillamente quella quota e la potenza di 5 MW avremmo che per produrre la stessa energia vi sarebbe bisogno di installare tra le 456 ele 520 turbine eoliche.
Volendole installare in un unico parco eolico offshore occuperemmo un’area di mare quadrata di lato circa 6 km (considerando una distanza tra una turbina e l’altra di 300 metri). Il tutto a distanza dalla costa, senza alcun colpo ferire.
Ho già scritto riguardo la gestione della variabilità della fonte eolica, resta il fatto che il solo eolico non è la risposta a tutti i mali, ma uno degli ingredienti base.
Aspetto tuoi commenti
Francesco
18 Novembre 2009 alle 02:57
Dimenticavo, ti consiglio l’articolo di Jacobson e Delucchi appena uscito sull’American Scientific di questo mese. Non ho trovato una versione completa online, appena la pubblicano ne riporto nota.