Archivio della Categoria 'Eolico Offshore'

Parole sagge

Martedì 13 Ottobre 2009

“Se vuoi verificare la qualità di un’ostrica senza rischiare di avvelenarti, cerca un gatto e fagliela assaggiare.

Se il gatto la mangia, era buona.

Se vuoi verificare la qualità di una lama di un rotore, senza alcun pericolo di osservazione, cerca un vento limite.

Se la pala si rompe al di sopra del valore limite del carico di sicurezza, solo allora saprai che era di buona qualità.”

Una persona anziana con una lunga barba, probabilmente un emerito Professore.

turbina minieolica Jacobs 20 kW provata dai venti invernali - 28/01/2005 Beech Mountain, NC USA

Share This Post

Come funziona un parco eolico offshore

Lunedì 24 Marzo 2008

how-offshore3.jpg

I piloni (1) vengono conficcati nel fondale, alla loro base poi sono posizionate delle protezioni per l’erosione come delle massicciate, per evitare danni al fondale.

La parte superiore delle fondamenta è dipinta di un colore vivace per renderle visibili alle navi ed è munita di una piattaforma di accesso per permettere l’ormeggio alle squadre di manutenzione.

Una volta che la turbina è montata, dei sensori posti su di essa identificano la direzione da cui spira il vento e girano la testa, meglio conoscuita come “navicella”, per posizionarla contro il vento. In questo modo le pale possono raccogliere il massimo dell’energia disponibile nel vento. Il passaggio del vento sulle pale dal profilo areodinamico (2), fa si che queste ruotino intorno ad un mozzo orizzontale che è collegato ad un albero nella navicella (3). Questo albero, tramite un moltiplicatore di giri, alimenta un generatore che trasforma il suo moto rotatorio in energia elettrica.

Dei cavi sottomarini (4) portano l’energia ad un trasformatore posto a largo (5) che converte l’elettricità ad un alto voltaggio prima che questa corra verso la sottostazione di consegna a terra (6).

tratto dal sito della British Wind Energy Association

Share This Post

Come una minaccia diventa opportunita’

Domenica 16 Marzo 2008

Vista da GelaHo preso conoscenza in questo momento del progetto di parco eolico offshore di fronte alla costa di Gela. I documenti di VIA sono visibili presso il sito del Ministero dell’Ambiente a questo link.

I primi articoli di giornale fanno prospettare un iter turbolento:

” Sul sito del ministero dell’Ambiente, è online dall’11 febbraio la richiesta di pronuncia di compatibilità ambientale presentata dalla società Mediterranean Wind Offshore per la realizzazione di un parco eolico offshore da 136,8 MW al largo di Gela (CL), progetto sul quale il comune aveva già espresso (ottobre 2006) un parere (consultivo) negativo …

Non ho trovato informazioni sulla società che ha presentato questo progetto, la Mediterranean Wind Offshore S.r.l. e la tematica come avete potuto ben capire leggendo i miei post mi è particolarmente a cuore.

Vista l’esperienza di Termoli, consiglio pubblicamente ai cittadini di Gela di creare un gruppo di supporto al progetto ed alla Mediterranean Wind Offshore di aprirsi e disporre misure di partecipazione locale.

In queste cose i Danesi ci hanno insegnato che la partecipazione porta sempre dei vantaggi. Loro stessi hanno identificato 9 motivi per cui un progetto del genere debba essere partecipato.

Leggere la storia del parco eolico di Middelgrunden può aiutare a capire cosa può diventare un tale progetto, e che potere hanno le comunità locali edi meccanismi di partecipazione.

La maggioranza dei cittadini italiani è favorevole all’eolico, ma è silenziosa. Se per mandare all’aria un progetto del genere basta un solo intrapendente oppositore, cosa riesce a fare una maggioranza attiva?

Francesco Paraggio

Share This Post

I 9 vantaggi della partecipazione locale

Domenica 16 Marzo 2008

Tratto dal volume “The Middelgrunden offshore Wind farm, A popular Initiative”, traduzione a cura di Francesco Paraggio.

Il coinvolgimento locale nel progetto di Middelgrunden è risultato un fattore chiave nello sviluppo del progetto. Senza il coinvolgimento dei cittadini il progetto non avrebbe mai avuto successo. Ci sono diverse buone ragioni e vantaggi per un azionionariato diffuso e locale.

1. La partecipazione locale ( n.d.t. azionariato diffuso localmente ) ha come risultato un maggiore potenza installata.

Nei paesi il cui contesto locale e finanziario permette il coinvolgimento locale, l’investimento locale ha giocato un ruolo primario. In Danimarca l’86% delle turbine sono possedute da investitori privati e la maggior parte dei primi progetti sono locali.

2.La partecipazione locale crea dialogo ed accettazione locale

Attraveso il dialogo con diversi gruppi di interesse, l’ufficio per l’energia e l’ambiente di Copenhagen e la cooperativa Middelgrunden, con i suoi 8500 soci, ha generato una consapevolezza diffusa ed un’accettazione sociale sulla disposizione delle turbine e la scelta del sito. L’esperienza Danese mostra ci sono molte più proteste quando dei privati installano eolico rispetto a quando questi lo fanno con la popolazione locale.

3. La partecipazione locale aumenta la consapevolezza

Durante la realizzazione del progetto Middelgrunden più di 50000 persone hanno visitato il suo sito internet. Per molte persone l’energia elettrica diventava così qualcosa in più rispetto a ciò che esce da una presa.

4. La partecipazione locale risolve problemi e conflitti

Il gruppo di lavoro del progetto ha evitato o risolto potenziali conflitti prendendo contatto diretto con i diversi gruppi di interesse locali durante la fase iniziale dello sviluppo. Questi incontri furono organizzati presso la sede della “Association for Beautification of the Capital, and local fishermen” e con il coinvolgimento, di primaria importanza, della società Danese per la consevazione della Natura.

5. L’investimento privato promuove tecnologie migliori e più economiche

Una cooperativa privata spesso pone molta più attenzione ai dettagli di un progetto di quanto ne possa porre una utility, per la quale l’eolico è solo una piccola parte del businness. Questo, per il progetto di Middelgrunden, è significato una soluzione più economica per la connessione alla rete rispetto a quella proposta dalla Copenhagen Energy.

6. La produzione locale richiede meno ilnee di trasmissione e risparmia energia
Nella produzione locale le perdite di rete sono minimizzate. In Danimarca la media delle perdite di rete è di circa il 9%, in alcuni paesi si arriva al 17%. Le perdite interne misurate al parco di Middelgrunden sono del 2,7%, compresi i cavi di connessione alla rete di distribuzione di arriva al 5%.

7. Le turbine locali sono democratiche
Con l’investimento locale nella generazione di energia elettrica, è la gente del posto che prende le decisioni chiavenella pianificazione e nello sviluppo. Ciò richiede maggiori responsabilità a livello locale, il che ha sia vantaggi che svantaggi.

8. La produzione locale rende comprensibile lo sviluppo sostenibile
Il progetto Middelgrunden è un esempio concreto e chiaro di come le persone possano contribuire al raggiungimento di uno sviluppo sostenibile. Le turbine eoliche ci mostrano il nostro uso di risorse e ci permettono di toccare le conseguenze del loro uso.

9. La partecipazione locale da l’opportunità alle persone di agire per uno sviluppo sostenibile
Il progetto Middelgrunden è stata una opportunità unica nel coinvolgere l’intera popolazione della capitale Danese in un’azione pratica e sostenibile. Questa iniziativa è primaria nel contesto dell’Agenda 21 e del piano d’azione per il summitt internaiozionale di Rio.

Share This Post

Parco eolico Middelgrunden

Sabato 15 Marzo 2008

Atterraggio a CopenhagenAtterrando a Copenhagen sono visibili delle turbine a mare. Lo spettacolo è emozionante, un parco eolico offshore praticamente in città.

Come è possibile? Chi ha autorizzato questo scempio? Come ha fatto una compagnia ad ottenere l’autorizzazione a deturpare Copenhagen?

A Termoli, la società Effeventi ha presentato un progetto simile, per giunta molto più distante dalla costa e quindi meno visibile. Si è mobilitata mezza Italia contro con la paura che il nostro paesaggio fosse irreversibilmente intaccato e che i turisti cambiassero meta. Eppure io ho fatto anche il turista a Copenhagen, ho visitato i musei, ho passeggiato in bici sul porto fino alla Sirenetta ed ho pagato per fare un’escursione nel parco eolico offshore di Middelgrunden!

Ho trodotto per la sezione approfondimenti un resoconto di quella che è stata la storia di questo famoso parco eolico, la sua lettura vi farà capire perchè questo sia amato dalla gente di Copenhagen.

Il parco è visibile anche dal satellite, per visualizzarlo in google map clicca qui, è poi possibile visualizzare la produzione in tempo reale e visualizzarne gli storici qui, nelle sezioni “History” ed “Online” sulla sinistra. Peccato però che il sito sia accessibile solo da InternetExplorer!

Francesco Paraggio

Share This Post

La Storia di Middelgrunden

Sabato 15 Marzo 2008

middelgrunden1.gif

Tratto dal progetto Predac

Traduzione a cura di Francesco Paraggio e Patrizia Mastroleo.

Il parco eolico offshore “Middelgrunden” ha una potenza di 40 MW. Il progetto consiste in 20 turbine di 2 MW ognuna, posizionate a circa 2 km dal porto di Copenhagen in acque poco profonde (3-5 m). Il parco eolico è posseduto per il 50% da una cooperativa e per il rimanente da un’impresa di Copenhagen.

Indagine iniziale

La prossimità del sito alla città di Copenhagen ha fatto sì che questo progetto rientrasse in un’indagine iniziale sul processo pianificatore e sull’impatto ambientale e paesaggistico già nel 1997. Per avviare questa indagine furono stanziati 680.000 € dall’agenzia per l’Energia Danese. L’obiettivo del finanziamento era investigare gli aspetti tecnici e ambientali dell’eolico offshore in un sito molto vicino a Copenhagen. Inoltre il finanziamento copriva un’analisi dell’organizzazione e degli aspetti economici della parte cooperativa del progetto, siccome le cooperative per loro natura non posseggono mezzi economici nelle prime fasi di pianificazione. uesto progetto ottenne le autorizzazioni alla pianificazione nel maggio 1999, e l’approvazione politica formale dall’Agenzia per l’Energia Danese, nel dicembre 1999. La costruzione iniziò nell’aprile 2000 e le turbine iniziarono la loro produzione commerciale nell’aprile 2001.

Il possesso e l’organizzazione

In Danimarca (particolarmente nell’area di Copenhagen) è necessario cercare siti alternativi per i parchi eolici in prospettiva della realizzazione di obiettivi politici concernenti il futuro utilizzo di fonti rinnovabili.

Il coinvolgimento di cooperative su larga scala è essenziale per legittimare il processo di pianificazione e guadagnare consenso popolare in siti così vicini alla città.

La cooperativa

Nel 1996, L’ufficio per l’Energia e l’Ambiente di Copenhagen (CEEO) prese l’iniziativa di proporre ed organizzare il progetto. Dopo aver mappato il potenziale eolico dell’area, venne creato un gruppo di lavoro costituito principalmente da cittadini delle zone interessate dall’eolico. Differenti background personali e cultuali furono rappresentati con l’idea comune che il progetto sarebbe stato un successo. Il CEEO era inizialmente parte del gruppo di lavoro poi si occupò della consulenza della cooperativa.

Chi può comprare le quote?

All’inizio, solo persone dell’area comunale potevano comprare quote, ma nel 1999 in Danimarca entrò in vigore una nuova legge, per cui tutti i cittadini danesi potevano comprarle. Nell’aprile 2000, il parlamento danese cambiò la legge, rimuovendo tutte le restrizioni sulla proprietà. Ognuno (anche non danese) poteva comprare quote sotto determinate condizioni. Questa fu parte della riforma del sistema energetico danese. Queste condizioni cambiarono il contesto dell’energia eolica in Danimarca. Uno dei più importanti cambiamenti fu il rapido passaggio dalla tariffa “feed in” alle tariffe di mercato ed ai certificati di energia rinnovabile.

La società pubblica

Nel 1996 la società Cophenagen Energy (CE) iniziò a valutare la fattibilità di un parco eolico offshore a Middelgrunden. Il comune di Copenhagen possedeva la Copenhagen Energy. Dopo 2 anni di negoziazioni, superate le differenze politiche, fu sottoscritto un contratto tra la cooperativa e la società .

Il dipartimento per l’energia eolica e la società pubblica SEAS, consulente della CE, diressero l’organizzazione del progetto. E’ nella nostra valutazione che entrambe le parti, CE e la cooperativa, hanno guadagnato dal contratto. CE possedeva una forte organizzazione per quanto riguarda la tecnica, ed il lavoro degli appaltatori etc; la cooperativa invece conosceva il settore privato ed aveva entusiasmo, la ditta appaltatrice invece aveva migliori contatti con il settore pubblico e con la stampa. Il mandato basato sul locale e cooperativo, insieme con la municipalità di Copenhagen hanno costituito una significante precondizione per lo sviluppo del progetto. Questa cooperazione ha portato credibilità di fronte ai politici ed al pubblico.

Finanza della cooperativa

La cooperativa consiste in 40500 azioni. Ogni azione rappresenta la produzione di 1000kWh/anno ed è venduta per 568€

Chi sono gli azionisti?

Middelgrunden - Assemblea azionistiHanno aderito all’iniziativa 8500 azionisti, principalmente individui residenti nell’area. Hanno aderito però anche società private, organizzazioni non governative ed istituzioni. Nell’ottobre 2000 furono vendute il 100% delle azioni. Questo progetto rappresenta il più grande parco eolico nel modo con la doppia partecipazione. Tutte le quote sono state pagate in anticipo a garanzia della costituzione della cooperativa. Fu preparato anche un prestito ad hoc per tutti gli azionisti, non senza problemi. Questa è una normale pratica in Danimarca e finchè c’è stata la tariffa minima garantita non ci sono stati problemi a finanziare progetti di parchi eolici.

Finanziare la fase di avviamento

Il caso di Middlegrunden è stato un caso particolare. All’inizio la cooperativa non aveva assolutamente nessun capitale e nessuna esperienza su come finanziare la prima fase per giunta sufficientemente onerosa. Si è iniziato a vendere prenotazioni sulle azioni per finanziare il progetto preliminare. Lo scopo di queste prenotazioni era anche mostrare al governo, alla città , alle differenti autorità ed all’Agenzia per l’Energia Danese che le persone di Copenhagen sostenevano l’idea. Sotto questo aspetto l’iniziativa fu un successo: 10000 persone parteciparono al progetto e pagarono 6.7 € per azione. La cifra raggiunta (67000€) era però insufficiente alla fase di fattibilità e bastò solo all’organizzazione della cooperativa. Questa richiese fondi all’Agenzia per l’Energia Danese e dopo diversi tentativi e tante negoziazioni politiche fu finanziata per 680000 € . La comunità europea non supportò il progetto.

Finanziare la fase della costruzione

Alla fine della fase di fattibilità si iniziarono a vendere le azioni per finanziare la costruzione. C’era bisogno di un’offerta finanziaria per i potenziali azionisti. Furono contattate tutte le principali banche, gli istituti di credito, i produttori di turbine, e gli sviluppatori di eolico. Il risultato fu negativo. Tutti le istituzioni interpellate dicevano buone parole sul progetto ma nessuna diede una sostanziale offerta di finanziamento. La motivazione principale data spesso dalle banche nel rifiutare l’iniziativa fu che questa non ricadeva nell’area su cui le banche erano focalizzate. Alcune banche erano positive, ma non avevano la capacità amministrativa per stipulare prestito per così tante persone. Gli sviluppatori e i produttori di turbine avrebbero partecipato solo se la cooperativa avrebbe comprato i loro prodotti. Alla fine di questo processo si arrivò a richiedere cosa potessero offrire banche più piccole e specializzate. Poche banche infatti sono specializzate nel finanziare azionisti.

Due banche, Ringkjobing Bank e Faelleskassen Bank offrirono prestiti per chi volesse investire nel progetto. Non richiesero nessuna garanzia al di fuori del progetto stesso ed un riporto nella produzione di elettricità. I prestiti furono offerti con un tasso di interesse variabile del 7.40 – 7.45 % , una divisione in 10-15 anni ed una tassa di 40,2 € per prestito. Approssimativamente il 5-10% dei membri ha usato l’offerta del prestito, i restanti hanno pagato in contanti.

Le turbine

Le turbine installate a Middelgrunden sono state le prime da 2MW in mare. Queste stabilirono una nuova serie di standard in termini di performance economica per la tecnologia eolica. Si sarebbero potute scegliere turbine più grandi di 2 MW, ma la decisione di scegliere turbine provate almeno dei mesi limitò la scelta. Le turbine scelte dopo l’offerta furono le Bonus Energy. I dati caratteristici sono mostrati nella tabella 1. Per evitare costi di manutenzione molto alti le turbine sono state costruite in modo che la manutenzione si possa fare senza l’utilizzo di una gru esterna.

L’economia del progetto

Altezza navicella

64m

Diametro rotore

76m

Altezza totale

102m

Produzione stimata

89 GWh

Efficienza del parco

93%

 

 

 

 

 

 

 

Lo Schema delle Energie rinnovabili in Danimarca stabilisce questi prezzi per l’elettricità ceduta alla rete:

Anno

Prezzo fissato €/kWh

Valore aggiunto energia rinnovabile

0-6

0.044

0.036

6-10

0.044

Da 0.013 a 0.036

10-25

Prezzo di mercato

Certificati verdi da vendere

I certificati verdi devono esser venduti sul libero mercato dove i consumatori sono obbligati a comprare una quota ( tipicamente il 20% ) di energia da fonti rinnovabili.

L’investimento totale nel progetto è indicato nella tabelle successive.

Prezzo di produzione dell’energia

0.046€/kWh

Investimento/kW

1.14 €/kW

Produzione annua

89 000 000 kWh

Milioni di €

Turbine

26.11

Fondazioni

9.92

Connessione dal parco a terra

Non incluso

Connessione alla rete offshore

4.56

Progettazione, pubblicità e pianificazione

2.15

Cooperativa

0.54

Ulteriori costi

1.61

Totale

44.89

 

Economia per gli azionisti

Per questo progetto, il prezzo dei certificati verdi è garantito per i primi 6 anni. Le entrate sono esenti da tassazione fino all’acquisto di 5 azioni per persona. Se se ne posseggono in numero superiore, allora il 40% delle entrate sarà ancora esente da tasse.

Esempio: La famiglia Jacobsen ha comprato 1 azione per 568 €

La produzione annua è di 1000 kWh per 1 azione.

Vendita dell’energia

44.24 €

Certificati verdi*

36.19 €

Entrata/anno

80.43 €

Costi di manutenzione

-9.38 €

Entrata netta / anno

71.05

Rata

12,5 %

Anni di ritorno

8 anni

Vita del progetto

20 anni

5% annuo di deprezzamento

28.49 €/anno

Entrate dopo deprezzamento

42.56

Rata dopo deprezzamento

7.5 %

Share This Post